24 febbraio 2013

Eppur si muove!

Non sono in grado di scrivere in maniera approfondita ed esaustiva le premesse che mi han portato al tormento che mi gira in testa da qualche giorno a sta parte.
Da quando mi seguivo il corso di laurea in geologia il corso che più di altri mi ha affascinato è stato quello di astronomia ma non saprei dire come mai ste robe mi siano tornate in testa, forse per colpa di focus television.

PRESUPPOSTI:
  1. La luce è la cosa più veloce presente in natura: 300.000 Km/s circa
  2. Se si riuscisse a viaggiare più velocemente della luce si potrebbe viaggiare indietro nel tempo (rimembranze da concetti base della teoria della relatività)
  3. Un anno luce  è una misura della distanza percorsa dalla luce in un anno.
  4. La teoria della relavità mi è chiara solo per sommi capi, tutto lo smagheggio particolareggiato sull'esistenza del tessuto spaziotemporale e sue deformazioni mi turbano tanterrimo.
  5. Tutto quello che scriverò qui di seguito potrebbe essere intriso di imperfezioni e dati scorretti in quanto non esaustivamente approfondito. Per cui se qualcuno che ne capisce di astronomia capitasse da ste parti e volesse cazziarmi/illuminarmi/farmi pat pat sulla testolina  si senta pure libero di agire.
CONSEGUENZE:
  1. Se un corpo celeste qualsiasi (scegliamo una stella che emette luce propria) dista ad esempio tre anni luce da noi, vuol dire che un fotone emesso da quella stella impiegherà tre anni per raggiungere la terra
  2. Quando un astronomo sulla terra  intercetta col suo telescopio quel fotone, in realtà, vede un fotone che porta immagini della stella, ma queste immagini risalgono a tre anni prima
  3. Adesso, noi fotoni ne vediamo tanti, cioè vediamo coi telescopi un'immagine intera della stella in questione; cioè se essa dista sempre 3 anni luce da noi, l'immagine di quella stella che vediamo è in realtà l'aspetto che quella stella aveva tre anni fa --> SHOCK N°1
  4. Assegnando molto grossolanamente al pianeta Terra un'età di 3,7 miliardi di anni, se noi potessimo in questo momento trovarci su un pianeta qualsiasi distante 3,7 miliardi di anni dalla terra, allora potremmo  vedere i primissimi istanti di formazione della Terra. --> SHOCK N°2
  5. Spesso in astronomia sento parlare di galassie e stelle distanti vari miliardi di anni rispetto alla Terra e che vengono studiate per capire i meccanismi di formazione di stelle, galassie e buchi neri. Tutto fico.
  6. Mi pare di ricordare che un'ordine di grandezza di un miliardo d'anni sia sufficiente perchè un ciclo di vita di una stella non troppo grande si compia.

CONCLUSIONI, RIFLESSIONI &  VIAGGI MENTALI:
  •  SHOCK N°3 --> "Un astronomo che col suo mega sistema di acquisizione immagini osserva l'immagine di una stella/galassia acquisita da un telescopio (fermo sulla terra o fluttuante nello spazio) o da un sistema di antenne e parabole radio megagalattico, non si sente sconvolto pensando al fatto che quel corpo celeste, distante qualche miliardo di anni luce, in realtà nel preciso istante in cui la osserva potrebbe non esistere più, perchè l'immagine che lui vede corrisponde all'aspetto che quel corpo celeste aveva qualche miliardo di anni fa?"
  • Si tratta di concetti fichissimi!!! XD
  • Un po' come quando mi spiegarono che il mio non accettare il big bang così propinato senza ma e senza se (non ho mai sopportato il sentirmi dire che dal nulla si è creato un puntino infinitesimale che conteneva spazio, tempo e materia o forse era un tutt'uno e si son separati dopo e forse non si è formato dal nulla ma chissà, boh)  deriva dall'incapacità del cervello umano di elaborare l'infinito.
  • Stessa difficoltà che ho sempre avuto quando in matematica spiegavano i limiti. Io quel "tende a..." non l'ho mai potuto sopportare; che come diceva il mio prof di calcolo numerico "a noi ci piace discretizzare e quantificare. Che il cervello umano non vuole l'infinito. I computer funzionano proprio perchè discretizzano e usano numeri, a loro della filosofia e dell'astratto non gliene fotte una minchia." Cosa volesse dire l'ho capito solo diversi anni dopo, e manco l'ho capito al 100%, ma vabbè.
  • Mi è sempre piaciuta l'astronomia teorica e filosofica mentre sono sempre rifuggita dalla riduzione dei concetti a sterili formule matematiche (non che le aborri, è che non sono in grado di affrontarle, problema mio, sia chiaro).
Non so, tutto questo mi sconvolge in maniera sconvolgentemente sconvolgente.
Non è colpa mia comunque.
Devo dire a mammà che i ravioli col gorgonzola per cena non sono affatto una buona idea.
NO!

Nessun commento: